Voci di mamme

525431_616582658355984_1301411479_n

Che la maternità non sia solamente felicità ed estasi, le mamme certamente lo sanno, ma non sempre l’ambivalenza, tipica di tutte le relazioni significative, è espressa, raccontata, resa visibile ai più. Lo fa con grande coraggio il bellissimo progetto di narrazione collettiva Tutto parla di voi, associato alla prossima uscita del film di Alina Marazzi “Tutto parla di te”. La regista, come racconta in questa bella intervista, finalmente fa breccia nel tabù del  “lato oscuro” della maternità, raccontandolo anche tramite storie vere, presenti sia nel film che raccolte on line.  Voci ed emozioni di mamme reali in tutte le loro sfacettature. Perchè nell’idea dell’arrivo di un figlio c’è la gioia, la felicità, la sorpresa , ma ci sono anche la paura, i timori di non farcela, l’ansia per il cambiamento che verrà e che investirà tutta la vita personale, di coppia, familiare e professionale della donna in attesa.

Proprio perchè credo nell’importanza di dare voce alle esperienze e alla realtà “vera” della maternità, anche io ho partecipato alla narrazione collettiva con la mia testimonianza “Gioia e paura” dove spiego, tra le altre cose, come sono arrivata ad occuparmi di donne e maternità.

Ma, al di là di questo, credo che il valore di un progetto come questo sia nel permettere a tutte le donne che attraversano sentimenti contrastanti, prima e dopo la nascita di un figlio, di non sentirsi sole, ma al contrario di entrare in contatto con un racconto comune e allargato di intime paure, difficoltà e pensieri che non può che aiutarle a trovare le risorse per esplicitare il proprio disagio ed affrontarlo.

La nascita di un figlio, così come tutti i grandi eventi della nostra vita, ha infatti in sé un potenziale evolutivo enorme per ciascuna donna, a patto però che sia messa nella condizione di poter sentire, esprimere e quindi comprendere tutto ciò che sente, senza censure o tabù dettati da modelli o attese non autentiche che la società ci propone. Le difficoltà se ascoltate possono essere superate, da sole o chiedendo supporto. Solo sentendo, esprimendo e accettando le ambivalenze potremo veramente liberarci e sollevarci dal carico di inadeguatezza, sensi di colpa, vergogna che alcune, se non tutte,  rischiamo di provare nel momento in cui emergono sentimenti o pensieri non positivi verso il proprio bambino. Occorre rinunciare all’idea di madre perfetta, per integrare nel nostro modello, tutte le nostre parti, anche quelle che potremmo culturalmente considerare “meno nobili” per una madre (p.e. avere voglia di tempo solo per sé, di essere bisognose e accudite, di indipendenze e libertà e via dicendo), ma che non lo sono affatto.

Le storie raccolte mettono ben in evidenza anche come la maternità inevitabilmente porti ad un confronto con la propria madre, con il nostro essere state figlie e con i messaggi che, implicitamente o meno, ci sono stati trasmessi su cosa significhi essere madre. E’ un viaggio, se compiuto, nell’immagine del femminile che nostra madre ci ha trasmesso, a sua volta ereditato dalle generazioni precedenti. E’ un’esplorazione che se condotta con consapevolezza può portare a cambiamenti, a scelte migliori per sé, al proprio personalissimo equilibrio, rompendo schemi del passato.

Infine, sottolineo il valore che anche da queste storie emerge della rete femminile intorno alle neomamme. Come sosteneva Stern, tutte le donne, durante la gravidanza e nell’immediato post parto, ricercano figure femminili che le sostengano e le aiutino a “tirare fuori” le competenze genitoriali in loro presenti, offrendo fiducia e vicinanza. Oggi queste reti sono sempre più lasse, se non assenti. Spesso le madri/suocere non sono le persone adeguate a fornire sostegno psicologico e affettivo alle neo mamme, soprattutto in caso di relazioni madre – figlia ancora “invischiate” o non sufficientemente elaborate. E allora ecco l’ìmportanza di associazioni, spazi di incontro e di confronto con altre donne nella stessa situazione, privi di giudizio. Luoghi dove costruire, scegliendola, la propria rete di sostegno e supporto, dove imparare e sperimentare insieme alle altre il proprio modello di mamma. Luoghi per esempio come Mami, associazione gestita da mamme volontarie,  che offre alle donne una casa per incontrarsi, per non sentirsi sole in una città così poco adatta ai bambini come Milano, facendo degli spazi offerti un luogo dove costruire progressivamente una nuova identità.

Sarebbe bello se i programmi di welfare tenessero conto delle “vere voci di mamme”: con interventi di sostegno durante la gravidanza e nel post parto e finanziamenti per gli enti/associazioni che si occupano di donne, famiglia e genitorialità, forse molti casi di depressione post partum o complicazioni nelle relazione mamma – bambino sarebbero risolti.

Ma questa è un’altra storia. Vi lascio con una bellissima, a mio parere, frase di Bowlby

e spero con la voglia di andare a vedere il film (in uscita domani a Milano) e di leggere le storie:)

Attendo commenti!

Le forze dell’uomo e della donna impegnati nella produzione dei beni materiali contano come attivo in tutti i nostri indici economici. Le forze dell’uomo e della donna dedicate alla produzione, nella propria casa, di bambini sani, felici e fiduciosi in se stessi non contano affatto. Abbiamo creato un mondo a rovescio.

J. Bowlby. “Una base sicura“. Cortina, 1989

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Maternita' e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Voci di mamme

  1. ditta-traslochi ha detto:

    Ottimo, articolo davvero interessante, era proprio quello che cercavo! Grazie per lo spunto!

  2. Pingback: Il meglio della settimana #15 | MammaMoglieDonna

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...