Caro papà…

papà e figlioCaro papà,

quando sono venuto al mondo ti ho finalmente visto. Prima eri solo una voce, che andava e veniva. Non conoscevo il battito del tuo cuore, il suo ritmo rassicurante, non conoscevo l’odore della tua pelle, il calore del tuo corpo, l’andamento del tuo respiro. Per me esisteva solo la mamma. E poi quando sono nato mi hanno rapidamente messo nelle tue braccia. Dovevamo conoscerci.

E’ difficile lo so, ma ti voglio aiutare papà, nel nostro cammino.

Dobbiamo passare del tempo insieme. Guardami e stammi subito vicino, osserva come sono, cosa mi piace e cosa no. All’inizio prenditi cura di me offrendo protezione, aiuto e supporto alla mamma. Se lei sarà serena e saprà di poter contare su di te, anche io potrò beneficiare della sua rilassatezza, della sua totale presenza, della sua dedizione. Però papà prendimi in braccio anche tu, fammi sentire da subito come sei, come mi tieni, che odore hai, come è il tuo corpo. Insegnami le differenze tra te e la mamma: non imitarla nei suoi gesti, ma trova i tuoi, insieme ai miei. Se mi starai vicino, imparerò da te a essere figlio, ad affidarmi, ad avere fiducia anche nella tua presenza e sostegno, mi costruirò la base sicura che mi farà andare per il mondo. Non ti preoccupare, anche io farò la mia parte e ti insegnerò a essere mio padre: se mi darai la possibilità di esprimermi per quello che sono, se sarai affettivamente in ascolto dei miei bisogni, ti farò capire la posizione che preferisco, come mi piace dormire, quali gesti e toni di voce mi piacciono di più, chi sono e chi sto diventando. E tutto sarà semplice. Sarà un dialogo senza parole che costruirà il nostro essere padre e figlio, e sarà solo il nostro modo.

Aiutami a costruire la speranza che io valgo, che sono amabile e che sia bello vivere e entrare nel mondo. Insegnami quello che tu hai capito della vita, quello che trovi bello e quello che cambieresti. Accetta il fatto però che siamo diversi e che io non sono nato per completare ciò che tu non hai terminato. Aiutami ad esprimermi per quello che sono e non per quello che tu avresti voluto, per te o per me.

Quando crescerò, passa sempre del tempo con me, da soli. Non stare troppo lontano, penserò che fuori ci sia qualcosa più importante di me e di noi. Guardami come si guarda ad un miracolo, ad una bellezza straordinaria. Cimenterò in me l’idea che posso farmi vedere, che posso espormi, perchè qualcuno mi apprezzerà e perchè sono degno di essere vivo. Rispondi alle mie richieste, di qualunque tipo, quando te le farò: imparerò che i miei bisogni sono importanti, che sono ascoltati e che posso trovare con gli altri il modo di soddisfarli. Mostrami come si sta al mondo, come si è giusti, come ci si realizza nel lavoro e in famiglia. Imparerò da te come si ama una donna, come si vive la sessualità, come considerare la paternità. Fammi capire i tuoi valori e le tue convinzioni, ma non mi punire, denigrare o far sentire in colpa se non saprò stare subito alle tue regole. Le capirò con il tempo se me le spiegherai e me le farai vivere. Non spaventarmi con punizioni e minacce: io voglio una relazione affettiva con te, non seguirti per paura. Accompagnami all’indipendenza e all’autonomia separandomi dalla mamma quando sarò pronto: capirò che mi mancherà, ma che posso contare sulle mie risorse per stare nel mondo. Fammi vedere le tue emozioni: imparerò a piangere, ad arrabbiarmi, a gioire, da solo e insieme agli altri. E questo farà di me una persona umana, empatica, vicina.

E poi aiutami nella cosa più importante di tutte: diventare me stesso. Fammi sentire che sei sempre dalla mia parte, dalla parte del mio vero Sé e non di quello che gli altri, il mondo, la società, forse a volte anche tu, ti aspetti da me. Trasmettimi e ricordami sempre che ho una precisa responsabilità verso me stesso, che è quella di essere felice, di non disperdermi, ma di realizzarmi, proteggendo la mia natura originaria, sacra e inviolabile. Non permettermi di buttare via i miei sogni, le mie passioni, i miei progetti, la mia bellezza e i miei talenti in nome di una moda, di un gruppo, di un momento di crisi. Stammi vicino quando rischierò di farlo e fammi sentire che tu credi in me. Capirò che posso farcela, e non per compiacere un tuo sogno o aspettativa, ma per realizzare me stesso grazie al tuo amore incondizionato.

Cambia con me, con il mio corpo e i miei pensieri. Mostrami come evolvere e superare le difficoltà. Cresciamo insieme, così potrò capire quanto un  figlio sia un dono evolutivo per ciascun genitore e quando lo sarò anche io  potrò fare lo stesso.

So che ti chiedo tanto papà, ma insieme ne varrà la pena. E se non ce la farai, non mollare: parla con la mamma, con gli amici, con chiunque ti potrà aiutare a non perdere l’occasione di amarci. Sarebbe un peccato incolmabile.

E non pensare che sia troppo tardi per recuperare ciò che è magari mancato tra noi, perchè per me papà non lo sarà mai.

Auguri,

tuo figlio

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2 risposte a Caro papà…

  1. nicole ha detto:

    Bellissime parole. Dopo 8 anni di analisi ho ritrovato in questo post tutto il senso del mio percorso terapeutico, con una lacrima di commozione da neo-mamma! Grazie.

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